Introduzione:
come shaper e surfer sono assolutamente convinto dell’importanza che riveste la pinna in associazione alla tavola utilizzata.Come artigiano poi sono sempre stato affascinato dalla sue forme e dai suoi magnifici colori…vi invito a spendere qualche minuto del vostro tempo per leggere quanto segue e approfondire un poco il vostro bagaglio tecnico in relazione a questo fondamentale “accessorio”.Penso che potrebbe esservi utile…Doc
Divagazioni tecniche sulle pinne e loro utilizzo
La pinna è l’appendice immersa della tavola, tanto fondamentale quanto spesso sottovalutata.
Molteplici fattori concorrono alla creazione del design di una pinna e ogni tavola può cambiare sensibilmente la propria prestazione a seconda del modello e configurazione utilizzati. Scegliere la più adatta spesso è un vero e proprio dilemma e può condizionare sensibilmente, nel bene e nel male, l’esito della session.
A parte le tavole che impongono un numero definito di pinne,
vedi ad esempio le tavole “longboards classic” che montano una pinna singola centrale (single fin), gli altri modelli hanno la possibilità di essere sfruttati in molteplici configurazioni,quali:
Twin fins, Quad, 2+1 setup, Bonzer, thruster ecc…
Questi i settaggi più comunemente utilizzati nel mondo.
Una buona conoscenza dei meccanismi idrodinamici è molto importante per sfruttare al meglio sia le potenzialità della tavola che le onde in tutta la loro pienezza.
A riprova di ciò Dr.ank Surfboards consiglia l’utilizzo di pinne disegnate e realizzate negli U.S.A da professionisti del surf e magici artigiani. Importa e utilizza sui propri modelli, sin dal 2013, le famose e bellissime pinne della True Ames Fins, aziende californiana leader nel settore, che produce grazie a Chuck Ames e la sua “crew” fin dal lontano 1979.Vengono prodotto pinne sia con tessuti di vetro convenzionale che in Volan.
Il Volan Cloth è un tessuto di vetro di tipo speciale.Ha solitamente dei filamenti con un diametro maggiore e delle caratteristiche tecniche e di “flex” diverse rispetto ai tessuti di vetro comune.Utilizzato nella costruzione delle pinne, garantisce un “flex”graduale e costante che parte dalla base della pinna sino ad arrivare al suo apice.Questo si traduce in una “performance” migliore della pinna stessa, con una maggiore proiezione in uscita dalle curve e una fluidità più marcata nella esecuzione delle manovre.Si percepisce in maniera più evidente quando ad essere utilizzata e la sola pinna centrale ma anche in 2+1 può avere i suoi risvolti positivi.
Le scasse centrali (Fin Box) sono prodotte dalla Fin Unlimited, anch’essa californiana, ad ulteriore garanzia di intercambiabilità e compatibilità.
Configurazioni
2+1 Set up:
per 2+1 si intende quella configurazione che vede la pinna centrale più grande, solitamente tra 5.0 e 8.0 inchs, e le due laterali più piccole (side bites) solitamente in misura compresa tra 3.25 e 4.30 inchs.
La pinna centrale è inserita nella scassa (fin box), quindi con la possibilità di essere spostata avanti e indietro e di essere cambiata in quanto a dimensione.
La particolarità di questo sistema è che offre la possibilità di utilizzare la tavola come single fin quando si vuole uno stile di surfata più fluido, con curve ampie e morbide. In 2+1, ovvero con l’ausilio delle piccole stabilizzatrici laterali, quando le onde sono ripide e più grandi, e dunque si necessita di tenuta in fase di take off, oppure quando si vuole esprimere un surf più incisivo e radicale.
Twin:
configurazione con due pinne di egual misura , nel corso dei decenni utilizzato su tavole swallow tail(fish) e minisimmons, recentemente è stato associato agli egg, con o senza bottom channels. Offre grande velocità di esecuzione e linee pulite.
Twinzer:
variante di twin fins che prevede l’utilizzo di due piccole pinne(canard) appena di fronte alle due laterali twin fins. Questo set up garantisce una miglior tenuta in parete e una curva molto precisa.
Thruster:
forse il più comune dei settaggi delle tavole moderne dal momento della sua introduzione nel 1981 ad opera, si dice, di Simon Anderson, surfer/shaper australiano.
Preciso e versatile, lo si trova solitamente sulle shortboards moderne.
Quad:
la configurazione 4 pinne(quad) offre al surfer molta più accelerazione rispetto al thruster e perdona anche un poco un eventuale ingresso in curva non proprio da manuale.
Si sposa molto bene con tail piuttosto larghi e/o con volume.
Bonzer:
la definizione di Bonzer non identifica solo una tipologia di pinne quanto un sistema che combina sia le pinne che lo shape della carena.
Questo sistema fu inventato dai Campbell brothers, Malcolm e Duncan,
nei primi anni 70; ora come allora prevede l’utilizzo di 2 pinne laterali molto lunghe e poco profonde e una centrale, in abbinamento ad una forma specifica della carena.
Nella versione moderna le due laterali sono state trasformate in 4 con anche la possibilità di toglierle dalla tavola grazie al sistema estraibile tipo FCS. Il concetto prevede due profondi biconcavi a poppa che favoriscono la fuoriuscita dell’acqua dalla carena così da fare accelerare la tavola. Grazie alla notevole inclinazione delle pinne laterali a transizione da bordo a bordo risulta molto morbida e precisa, considerando che la pinna interna, in fase di curva, è praticamente verticale.
Approfondimento tecnico
In linea generale, una pinna larga sia alla base che al suo apice (tip)garantisce ottima stabilità alla tavola; al contrario, una base stretta e un tip egualmente stretto, rendono la tavola più morbida e veloce, ma instabile e poco precisa alle basse velocità.
Una pinna con un profilo grasso sia alla base che al suo apice, rallenta l’andatura della tavola, favorendo le curve.
Al contrario, un profilo grasso alla base e più sottile al suo apice, aumenta il rilascio in uscita dai cutback ed offre maggior proiezione subito dopo il bottom turn.
Queste pinne si dice che “twistano” e si identificano come Flex.
Questo concetto fu applicato per la prima volta da George Greenough dopo avere osservato la pinna dorsale dei delfini ed il modo in cui surfano la parete dell’onda.
Anche l’angolo d’entrata della parte anteriore della pinna (Rake) condiziona sensibilmente l’andatura. Un angolo basso, con quindi uno sviluppo in verticale del profilo anteriore produce e favorisce veloci cambi di direzione.
Un angolo più alto, quindi uno sviluppo curvo del profilo, allarga il raggio di curvatura della tavola ed incrementa la potenza di esecuzione delle manovre.
La posizione della pinna all’interno della scassa (fin box) influisce anch’essa sull’andatura;
una pinna più avanzata facilita i cambi di direzione e le manovre verticali mentre una pinna arretrata garantisce velocità e tenuta.
Schema sintetico
A parte le configurazioni Twin Fins,Thruster e Quad, l’idea dello schema che segue è quella di guidarvi alla scelta della pinna più giusta nelle tavole che utilizzano la scassa centrale,con o senza le stabilizzatrici laterali.
A partire dal modello di tavola troverete la relativa pinna consigliata sia che vogliate usare la stessa in maniera single fin che 2+1.
Eggs da 5’6″ a 7′0″
Single Fin: da 7.0 / 8.5 larga di base e tip più stretto (tipico single fin style), variante: 9.0 stretta Flex o rigida
2+1: pinna centrale da 5.5 a 7.5 e laterali estraibili da 3.25 o 3.7
(tenuta in parete, curve più strette)
Eggs e Midlenght da 7′0″ a 8′4″
Single Fin: da 7.0 / 8.5 larga di base e tip più stretto (tipico single fin style), variante: 9.0 stretta Flex o rigida
2+1: pinna centrale da 5.5 a 7.5 e laterali estraibili da 3.25 o 4.0
(tenuta in parete, curve più strette)
Longboard 9′0″ – 9′2″ classici o performanti
Single Fin: 9.0 con buon rake, larga di base e sfinata sul tip con valida variante 9.0 Flex
2+1: pinna centrale 6.0/ 7.5 e laterali estraibili da 3.25 o 4.30
Nota: Longboard high performance in genere montano il 2+1 setup per maggiore versatilità.
Longboard Classici da 9′4″ – 9′6″ e oltre
Round PinTail
Single Fin: 9.5/10.0 Larga di base con curvatura e tip largo
Single Fin: 10.0 Base media, profilo d’ingresso verticale, stretta sul tip
Square Tail
Single Fin:9.5/10.0 base larga,profilo di ingresso verticale e larga sul tip
Glider Model
Contrariamente a quanto si possa immaginare i modelli Glider prediligono pinne con poco pescaggio, fino a 8.0,ma con una buona larghezza di base.